venerdì 21 dicembre 2012

Il Meme dell'Ultimo Giorno

Un altro meme, direttamente ispirato dai  vaneggiamenti sul calendario Maya. 
Come al solito mi ha coinvolta il coniuge, in cerca di una vittima a cui passare la palla. L'idea, comunque, è ineressante: domani, alle ore 6.30, cadrà il solstizio d'inverno, la fine di un ciclo nel nostro emisfero, fortunatamente solo quello annuale. L'occasione è ottima per fare qualche bilancio, da domani le giornate cominceranno, in maniera inavvertibile, ad allungarsi e tutto ricomincerà. E poi il periodo natalizio induce a stare al calduccio, a parlare e fantasticare e, non di rado, partorisce bei mostri della fantasia, come dimostrano i racconti natalizi di Montague Rhode James. 
Quindi: benvenuto Meme dell'Ultimo giorno. Di seguito le mie risposte.
 
 Con chi trascorrereste il «lieto evento»?
 
Pochi intimi: il mio compagno, nostra figlia (e chiunque lei volesse invitare) e la nostra cagnolina.

Dove lo trascorrereste?
 
In montagna, nella radura oltre il «mio» bosco, facendo il picnic sul mio masso preferito. E la sera una vera cena, in compagnia di chi amo (cane compreso).
 
C'è qualcuno di cui ti vorresti vendicare per qualche torto subito?
 
Perché sprecare il poco tempo rimasto? Nell'Ultimo Giorno non c'è posto ltimo Giornoll'Ultimo    per il rancore
 
C'è una persona che vorresti rivedere prima dei titoli di coda?
 
Troppe per poter scegliere.  E di queste, alcune sono ormai scomparse.
 
Avendo per assurdo la possibilità di scegliere, vi piacerebbe sopravvivere in un mondo post-apocalittico?
 
Piacere è un termine un po' grosso, ma probabilmente sì. Ho letto e visto troppe distopie sul tema per non provarci. Anche se temo che daremmo il peggio anche in quell'occasione: poco altruismo e molta violenza. 
 
Una soddisfazione, l'ultima, da togliervi in queste ore.
 
Dovrei lasciare troppe cose in sospeso per riuscire a scegliere. Forse mi piacerebbe provare un allucinogeno… Però presentarmi strafatta all'Ultimo appuntamento mi sembra proprio inadeguato. Forse proverei il parapendio, tanto se cadessi anticiperei di poco …
 
In previsione di un ipotetico aldilà, vi aspetta il calduccio dell'inferno o la quiete del paradiso?
 
Sono agnostica e non credo alle conversioni dell'ultimo minuto. Se proprio devo immaginare un aldilà, me lo penso parecchio grigio, con qualche sprazzo di luce molto intensa, proprio come questo aldiqua.
 
Un oggetto, uno soltanto da mettere in una capsula del tempo, e che verrà ritrovato da coloro che un giorno, ma migliaia di anni, ricostruiranno la civiltà.
 
Me ne vengono in mente a centinaia. Una parte di me vorrebbe metterci un pupazzo di peluche, come simbolo di una specie un po' tonta e un po' bambina, tanto egoista da impadronirsi di tutto il pianeta e di una gran parte dei suoi occupanti, e tanto melensa da intenerirsi sugli occhioni di vetro di orsetti e cagnolini. Ma nell'Ultimo Giorno nemmeno l'indignazione avrebbe senso… Ci metterei la riproduzione di un bel pezzo di musica barocca. Se eventuali discendenti non fossero capaci di apprezzare peggio per loro.
 
Un'ultima dichiarazione prima di salutarci.   
 
L'Universo può fare a meno di noi. Sarà un po' più povero, ma anche parecchio più tranquillo. Però, gente, creature capaci di inventare il «pulcino pio»… Mah, lasciamo perdere.
 
 
Una soddisfazione, l'ultima, da togliervi in queste ore.
   

domenica 9 dicembre 2012

Meme. Il mio omicidio (letterario)

L'inevitabile meme. 
Questa settimana, trascinata da Massimo Citi, a sua volta chiamato in causa da Salomon Xeno, innescato da… e via scrivendo, pensavo di cavarmela velocemente. «Devo scrivere un solo titolo», mi sono detta. «Il titolo di un libro molto amato, che per me sia  stato significativo, mi abbia detto veramente qualcosa di unico».
E che ci vorrà mai?  Basta pensare… pensare a… insomma a un libro importante…
Vuoto totale di mezzo minuto. Ma caspita, perchè non mi viene in mente niente?
Poi un mucchio di titoli, copertine e personaggi. Meno male. Già, ma sono letture così evidentemente personali, romanzi legati a ricordi, persone, anni, stagioni, esperienze. Importanti per me. Ma per altri, con percorsi differenti, altre esperienze, vite diverse? 
Poi, dopo aver letto bene il post di Max, ho scoperto che non mi era richiesto di allungare un elenco. No, devo cassare un titolo e mettere il mio al suo posto.  Undici titoli erano in partenza e undici devono restare.  Ma perché?
Premetto che rispetterò le regole: sceglierò la mia vittima e pubblicherò la variante Treves all'elenco. 
In cambio chiedo di poter elencare qualche perplessità. Se non vi interessa leggerle saltate le prossime righe e passate all'elenco, altrimenti pronunciatevi anche voi.

Semplificando al massimo, l'elenco originario (del quale immagino restino ampie tracce, nonostante i cambiamenti intervenuti nel frattempo) probabilmente indicava romanzi riconosciuti  «importanti» dalla maggior parte dei lettori, vuoi per lo stile, vuoi per i temi, vuoi per l'autore. Chi se la sentirebbe di togliere di mezzo Primo Levi (La chiave a stella, del resto è davvero un bel libro), O Bradbury, qui schierato in difesa della lettura e quindi anche dei miei diriti? O Levin? O Kristóf? O Bachmann? Pochi, temo, e solo sostituendoli con altri mostri sacri che, continuando il gioco, potrebbero essere sacrificati solo o perché detestati da qualcuno, o per apparente sventatezza, o perché sostituiti da qualche new entry ancora più «grande». 
In conclusione il rischio di un meme come questo è di continuare a far girare un elenco di «grandi romanzi» su cui più o meno tutti sono d'accordo e che non illumina percorsi letterari diciamo divergenti.
Be', io sono una guastatrice. Ringrazio per avermi stuzzicata, per avermi dato l'occasione di scrivere un piccolo post, dato che non trovo il tempo di scriverne uno lungo come faccio qualche volta. 
Casserò Virginia Wolf:

8. Virginia Woolf, Orlando (Orlando: A Biography

Tanto Lei non ha bisogno di essere ulteriormente nominata; Orlando gira intorno a una grande idea, ma è troppo letterario, troppo ben costruito, troppo… TROPPO per piacermi. 
Al suo posto includerò un romanzo imperfetto, di un autore che spesso scrive romanzi di genere. Un romanzo guastatore. Perché? Perché contiene un bel problema etico, che si potrebbe risolvere in maniera assolutamente non etica.

Per il prossimo venerdì, visto che con il meme precedente (Premio UNIA) non sono stata mandata a quel paese, passerò la palla a LyraNerina
1. Ingeborg Bachmann, Malina
2. Ira Levin, Questo giorno perfetto (This perfect day)
3. Ágota Kristóf, Trilogia della città di K. (Trilogie)
4. Elfriede Jelinek, La pianista (Die Klavierspielerin)
5. Joe R. Lansdale, In fondo alla palude (The Bottoms)
6. Ray Bradbury, Fahrenheit 451
7. Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte (Voyage au bout de la nuit)
8. Iain M. Banks Complicità (Complicity)
9. Jeffrey Eugenides, Middlesex
10. Heinrich Böll, Foto di gruppo con signora (Gruppenbild mit Dame)  

11. Primo Levi, La chiave a stella 
 

giovedì 22 novembre 2012

Premio UNIA

Ringrazio Davide Mana per avermi assegnato il premio UNIA e passo a fare il mio dovere
Anche se i memi, croce e delizia, sono spesso una buona occasione per riflettere e per risolvere un post, come ha scritto Davide non coinvolgerò altri blogger, tranne una, Lyranerina. Se lei mi manderà a quel paese, amici come prima.    

 
1. Qual è il primo libro che hai letto in assoluto?

Ho già indicato il mio primo vero libro nel post precedente, per LIEBSTER AWARD. Fermo restando che I cavalieri della tavola rotonda resta un unicum nel mio cuore, ricordo una lettura appena precedente, qualcosa tipo Il libro smeraldo delle fate, che conteneva, celati fra innocue favolette, un paio di racconti tremendi. Il primo, un gotico angoscioso raccontava di un tizio che ogni notte, allo scoccare della mezzanotte si trasformava in cavallo per fare cento giri al galoppo intorno al cimitero del villaggio; l'altro, Occhi di pietra, raccontava di un giovanotto arrogante e incapace di piangere  cheavendo espresso avventatamente il desiderio di non avere gente intorno restava completamente solo (dove fossero finiti tutti gli altri umani non me lo ricordo). Letti un sacco di tempo fa, i due racontini sonnecchiano ancora sornioni nel fondo della mia mente, regalandomi qualche brivido notturno e  frenandomi  quando vorrei far sparire il resto del genere umano.

2. Hai mai fatto un sogno ispirato a un libro che hai letto? Se sì, racconta.

Sogni veri e propri no, ma atmosfere, riferimenti, piccole ossessioni sì. A volte si impigliano fra i miei ricordi anche semplici paragrafi letti qua e là. Qualche notte fa sono riuscita a farmi venire un incubo partendo da un lettera di addio leggiucchiata su uno degli "assaggi di lettura" che la Newton Compton fa allegare alle riviste. La lettera era indirizzata alle figlie, future adulte, da una giovane madre moribonda ed era un pezzo di pessima letteratura. Disgraziatamente il mio emisfero destro è un discreto sceneggiatore

 3. Qual è la prima cosa che ti colpisce in un libro? La copertina, la trama o il titolo?
In libreria o su una bancarella prendo in mano un volume per l'aspetto, di solito per una bella foto o un quadro che non ho mai visto. Il titolo fa molto, ovviamente, ma la prova del fuoco è l'assaggio. Però la domanda fa riflettere: se un buon libro è sfortunatamente avviluppato da una copertina insignificante e ha un titolo banale probabilmente non lo leggerò mai

4. Ti è mai capitato di piangere per la morte di un personaggio?

Sì. Soprattutto da piccola, ovviamente. Chiuso il famoso Cavalieri della tavola rotonda mi disperai non solo e non tanto per la morte di Artù, quanto perché il libro era finito. Poi ci sono state molte altre sofferenze, tra le quali anche quella provocata dalla morte di Buck (Il richiamo della foresta) e dalle ultime pagine dell'Ultimo dei mohicani. Adesso mi accade meno spesso di piangere, ho imparato che la morte letteraria fa parte del gioco. Ma patisco fino alla rabbia la morte del personaggio ucciso dall'autore perché non sa più che cosa farsene. 

5. Qual è il tuo genere preferito?

Se per genere intendiamo  "letteratura di genere", il gotico e la FS. Mi piaccion anche i gialli, a patto che non somiglino a quelli di Agatha Christie, meccanismi a scatto con personaggi privi di spessore. Amo Sherlock Holmes perché è un esempio formidabile di personaggio che ha acquisito vita propria e vive dell'immaginario collettivo. 
Parlando in generale di letture, sono veramente onnivora, leggo di tutto, anzi no, NON leggo romanzi rosa, comprese quelle commediole di ambientazione inglese che la solita Newton Compton sforna a secchiate.  Verso i romanzi sentimentali invece non ho alcuna preclusione.

6. Hai mai incontrato uno scrittore?


Sì, grazie a LN-LibriNuovi, a Alia e al mio compagno libraio. Ho trovato molto simpatici Patrick McGrath e Ruth Ozeki, nonostante le grandi difficolta di comunicazione. Però non sono il tipo di lettore che va a chiedere un autografo, Gli scrittori preferisco conoscerli sulla carta e sapere di loro solo quello che infilano nei loro scritti. 


7.  Posta un’immagine che rappresenta cosa significa per te la lettura




 

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Ieri sera, 2 ottobre 2023, è iniziata la seconda stagione del club di lettura di Solarpunk Italia, dedicata alla New Wave.  Sul link al fond...