sabato 18 luglio 2009

La crisi del tredicesimo anno


Scriviamo la nuova serie di LN da quasi tredici anni, un tempo lungo durante il quale il nostro bollettino è diventato una rivista indipendente, ha cambiato veste grafica alcune volte, si è arricchito di rubriche e impoverito perdendone qualche altra, ha permesso a redattori e collaboratori di entrare e uscire dalle proprie pagine, conoscersi, perdersi di vista, confrontarsi, discutere – anche ferocemente, qualche volta – di libri e di scrittura, partendo da una visione del mondo che identifica la lettura come uno strumento imprescindibile di conoscenza e di esperienza, primaria e non di seconda mano, della realtà.

Tirando le somme, per quanto mi riguarda, sono certa di aver ricevuto quanto e più di quanto ho dato.

Ma anche lo strumento migliore può perdere di efficacia, altri se ne possono trovare di più incisivi e utili. Capire quali e come dotarsene era il senso, ad esempio, del mio post precedente, che riassumeva la prima parte di una discussione con Max.

La mia domanda è: LN ha perso efficacia? Funziona ancora come finestra sul mondo letterario e non solo, come sonda per saggiarlo? Difficile rispondere per chi come noi sta dall’altra parte della pagina, cioè lo scrive, scegliendo il terreno su cui muoversi per quel numero. Per me vale sempre la pena di aspettare LN, ma per chi semplicemente lo legge?

Che cosa proponiamo attualmente ai lettori (e i limiti di questa proposta) l’hai già scritto tu, Max. Vorrei contribuire chiedendomi che cosa possiamo proporre di diverso (trasformando di conseguenza LN) a partire dalle ipotesi ancora vaghe indicate da te.

- Articoli più lunghi? Sì, a patto di riuscire ad allargare il campo di ripresa, per così dire. Un semplice approfondimento più puntuale e articolato del medesimo tema difficilmente avrebbe senso, come accade anche a noi, il saggio breve non è ciò che cerca un lettore di periodici, in tal caso esistono i libri a tema, le raccolte.

- Interviste? Sì. Se ben condotte e fatte alle persone giuste, lasciando spazio all’intervistato, sono ottimi strumenti per illuminare questioni e temi. Continuiamo a farle come già le facciamo, per e-mail o a viva voce, consentendo all’intervistato di controllare il testo per evitare di distorcere il suo pensiero.

- Spazi a tema, come quelli occupati con talento da Mario Prisco (Napoli nobilissima) e Davide Mana (Storia naturale del fantastico). Sì, sono appuntamenti immancabili che, oltre a garantire nel tempo la qualità, danno a chi legge la sensazione di aggiungere un tassello a un mosaico che mano a mano si va componendo. Un reading in progress che dà soddisfazione.

- Rivista anfibia di recensioni e racconti? Sì. In fondo il posto giusto per un racconto (oltre all’antologia, ovviamente) è la rivista letteraria, in uno spazio che, rivolgendosi appunto a lettori tenaci e continuativi, consenta allo scritto di essere «valutato» con gli strumenti più opportuni. Ce ne fossero di più di riviste che pubblicano racconti secondo la tradizione novecentesca anglosassone, cioè non antologie malamente travestite contenenti testi scelti per scopi amicali e non perseguendo la qualità. Però…

Coltivare autori sarà il compito più impegnativo e difficile di un ipotetico nuovo N(uovo)_LN. È importante offrire spazio a qualcosa di nuovo: nuovi autori (nuovi almeno nel senso di altri da noi) e/o nuovi modi, piccole sfide aperte anche a noi. La narrativa di LN non dovrebbe doppiare quella di Fata Morgana o di Alia, progetti differenti, con scopi differenti. Lo spazio per la narrativa di N_LN dovrebbe essere anche un laboratorio, fornire nuovi stimoli e propiziare nuovi esiti non scontati, obbligando i narratori già noti ad uscire dai loro soliti apprezzabili panni. E infine, Come trovare altri autori? Come sceglierli e, non ultimo, come salvarci dalla pioggia di racconti scadenti che potrebbero giungere?

Mi fermo qui.


P.S.: la discussione è stata aperta anche presso il sito di LN: www.librinuovi.info.

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