sabato 22 dicembre 2012

Un momento di quiete


Anche quest'anno è arrivato al capolinea. Ci ha portato speranze (di non rivedere le solite facce, di non rileggere le solite squallide sciocchezze, di non ascoltare le solite irrealizzabili – e spesso indegne – promesse…) e disillusioni (le facce nuove si sono rivelate troppo simili a quelle quelle vecchie che, manco a dirlo sono tornate di corsa), qualche altro teatro di guerra, scandali nostrani che sarebbero risibili se non fossero tremendi. Adesso 2012 sta per congedarsi lasciandoci un po' più poveri,  un po' più amareggiati ma probabilmente non più consapevoli. Il suo penultimo botto mediatico è stata la finta «fine del mondo», alla quale nessuno credeva ma che ha occupato inutilmente pagine di giornale, quarti d'ora in radio e TV
L'unica a prendere sul serio la faccenda dev'essere stata una mia tenera alunna dodicenne, che ieri un po' rideva e un po' spiava preoccupata l'orologio di classe, mentre le lancette scivolavano verso le 11.12, uno dei tanti orari indicati per il gran finale. A tranquillizzarla l'entrata del bidello che, portando informazioni varie, l'ha distratta fino a quando la lancetta dei minuti ha raggiunto tranquillamente il tre. Finita l'attesa del grande botto, i media sono ripiombati sul grande interrogativo Monti sì/Monti no e tutto è tornato farsa. 
Temo non sia possibile riuscire conquistare un po' di pace interiore in queste condizioni, quindi eviterò inutili auguri di buone feste, e dichiarazioni di buoni propositi. ma forse è in mio potere regalarvdieci minuti di consolazione. 
Cliccate qui per ascoltare questa splendida tessitura barocca. 


 

1 commento:

Romina Tamerici ha detto...

Anch'io ho incontrato un bambino che ci credeva davvero. Noi grandi ci scherziamo, ma non si sa a volte loro come recepiscono i messaggi. Dovremmo stare più attenti ai nostri piccoletti.