giovedì 17 luglio 2014

Vita da Sami

La mia prima lettura ad ampio raggio di questa estate è stato il romanzo di Olivier Truc L'ultimo lappone, che ho recensito come al solito su LN-LibriNuovi.
È un poliziesco insolito, che si svolge nell'estremo Nord nel territorio abitato in gran maggioranza dal popolo Sami, che noi chiamiamo impropriamente Lappone. È stata una lettura suggestiva e piena di sorprese che mi ha spinto a documentarmi sulla storia, la cultura e la situazione socio-politica di questo popolo. Ecco il frutto delle mie ricerche.

I Sami – impropriamente chiamati Lapponi – sono una popolazione indigena di circa 75.000 persone, stanziata nella parte settentrionale della Fennoscandia (Fenno-Scandinavia), cioè la regione comprendente la Penisola scandinava, la Finlandia, la Penisola di Kola e la Carelia. Il territorio dei Sami, denominato Sápmi, si estende dalla penisola di Kola fino alla Norvegia centrale includendo anche le regioni più settentrionali della Finlandia e della Svezia. Esso è diviso dalle frontiere di quattro stati: Norvegia (40.000 sami), Svezia (20.000), Finlandia (7.000) e Russia (2.000).
Territorio Sapmi

Sebbene i Sami non siano costituiti in uno stato indipendente, possiedono un organo rappresentativo, il Sámediggi (parlamento Sami) che risiede nella capitale Karasjok, un bandiera e, dal 1986, un inno. Dal 1956 è attivo il  Saami council,  una organizzazione volontaria non governativa con membri in Finlandia, Russia, Norvegia e Svezia e lo scopo primario di promuovere i diritti e gli interessi dei Sami.
Kautokeino (il maggiore comune norvegese, che si trova nella contea di Finnmark) è, però, il luogo dove l'85% della popolazione ha come lingua madre il sami.

Le tre lingue Sami principali (settentrionale, Inari e Skolt) appartengono al gruppo linguistico ugro-finnico della famiglia uralica, diffusa nell'Europa settentrionale e nell'Asia nordorientale e sono imparentate con il finlandese e l’estone. Da esse, a partire dal XVII sec. e soprattutto nel Novecento, si è sviluppata una decina di varianti scritte. La letteratura sami un tempo era esclusivamente orale. Attualmente molte poesie e canti joik sono stati tradotti e pubblicati.

Nella Fennoscandia vivono popolazioni scandinave, sami, finlandesi e russe; il rapporto fra i Sami e le altre etnie è complesso e spesso conflittuale, legato alle tradizioni sami e alle loro principali occupazioni tradizionali, tutte collegate all'allevamento delle renne.


Un tempo i Sami erano principalmente allevatori di renne, pescatori e cacciatori nomadi. Il Sapmi è particolarmente inospitale, sia per le temperature invernali terribilmente rigide sia per l'assenza totale di luce solare durante uno o due mesi ogni anno. I Sami abitavano in capanne coniche trasportabili chiamate kota, o in tende di pelli di renna chiamate lavvu. Il mezzo di trasporto tradizionale era la slitta trainata dalle renne e, almeno dal 1500 a.C, gli sci.

Della renna, tra i Sami non si buttava niente: le pelli e il cuoio servivano per gli abiti e per le dimore, la carne e il latte (una vera bomba calorica) per l'alimentazione – midollo osseo e brodo di cottura compresi – e le corna per realizzare strumenti e utensili.

Qui per conoscere ricette sami ed eventualmente cucinare un pranzetto tradizionale.

I Sami sono un popolo indigeno e non una minoranza; chiaramente i Sami sono anche una minoranza all'interno dei vari stati in cui vivono, per esempio in Svezia, dove sono pochi rispetto alla maggioranza della popolazione svedese. Tuttavia, il diritto internazionale fa una distinzione rilevante tra le minoranze da un lato, e le popolazioni indigene dall'altro, che può essere riassunta così: i popoli indigeni, a differenza delle minoranze, hanno un legame strettissimo con le loro tradizionali aree d’origine. La definizione si attaglia perfettamente ai Sami, i cui tradizionali mezzi di sussistenza (allevamento delle renne, caccia e pesca), l'antico credo sciamanico e quello attuale, prevalentemente sincretista, sono direttamente collegati alla terra e alle zone d'acqua che i Sami abitano e utilizzano da tempo immemorabile.


Gumpi sami in territorio svedese
Purtroppo è tuttora impossibile stabilire da quanto tempo i Sami siano stanziali sul loro territorio: nonostante una cultura millenaria, l'assenza di memorie storiche scritte li rende un popolo potenzialmente perdente nell’ottenere il riconoscimento dei loro diritti.

I conflitti principali dei Sami sono contro i proprietari terrieri, una guerra che viene combattuta in tutti i territori polari, indipendentemente dai confini nazionali. I Sami sono soprattutto pastori e possedere territori di pascolo è fondamentale; una delle loro maggiori difficoltà è quella di impedire sconfinamenti (le greggi dei vari pastori competono fra loro per il cibo e per lo spazio), tanto che ogni allevatore distingue le proprie renne attraverso un marchio complesso apposto su entrambe le orecchie con minime differenze. L'unico modo per dichiarare «morta» una renna persa (ed eventualmente essere rimborsati dalle assicurazioni o dallo stato) è quello di poterne esibire le orecchie.

Il divieto di pascolare le renne in certe aree mina alla base la possibilità degli animali di sopravvivere all'inverno rigidissimo, quando gli animali vivono e si nutrono nelle aree boschive ricche di licheni che crescono sugli alberi. Il divieto decreterebbe la fine della sussistenza e dell’economia di questo popolo millenario.


Mungitura di una renna nel XIX sec. - da Wikipedia
Il mondo dei sami era molto chiuso. Gli allevatori erano una casta a parte, in cima alla piramide. L'aristocrazia. Erano grandi famiglie, che facevano il bello e il cattivo tempo […] Più in basso c'erano i giovani che avevano scelto di continuare gli studi. Erano piuttosto rari, il fenomeno era  recente […] Infine,  alla base della piramide, c'erano battaglioni di persone qualunque che non sapevano più se considerarsi sami, svedesi, norvegesi o finlandesi e che cercavano di sopravvivere con gli scarti del mondo dell'allevamento. i decaduti.                                 
 [Olivier Truc, L'ultimo lappone].  
La modernità entra prepotentemente nella vita degli allevatori Sami, separandoli in due gruppi: da una parte i pochi come Aslak, – uno dei protagonisti del romanzo di Truc – che scelgono di continuare a vivere in maniera tradizionale, abitando in una tenda sami,  o in un gumpi, spostandosi esclusivamente sugli sci, affidandosi al sapere tradizionale e alla profonda consonanza con la Natura imparata dagli antenati; dall'altra, la stragrande maggioranza dei pastori, che si adeguano considerando il «progresso» come un alleato che offre motoslitte per spostarsi senza rischiare il congelamento, e rifugi moderni, come i nuovi gumpi alimentati da gruppi elettrogeni.
da http://www.agamatour.it

Di recente, i conten- ziosi sul «pascolo delle renne» nello Härjedalen, una delle sei contee svedesi più popolate di Sami, sono stati risolti da un tribunale svedese; al termine di un iter processuale durato 18 anni, 40 proprietari terrieri sono stati condannati al pagamento di 190.000 € di spese processuali. Benché sconfitti, essi hanno però ottenuto un compromesso che stabilisce che i Sami rispondano dei danni che gli animali possono provocare alle colture. Il capo della comunità Sami si è dichiarato soddisfatto e si è augurato che questo sia l’inizio di una collaborazione tra due realtà così diverse, cosicché «le nuove generazioni possano assicurare una continuità con l’impegno dei loro padri, per il bene delle collettività e della natura che le circondano». La vicenda è quindi finita bene, ma sulla sentenza ha pesato il timore di un intervento dell'Onu contro la violazione dei diritti dei popoli indigeni.

Il legame tra Sami e renne resta fortissimo: in Svezia come nelle nazioni circostanti molti di loro sono morti insieme alle renne dopo il disastro di Cernobyl (26 aprile 1986);  attualmente ci sono ancora vittime di quelle contaminazioni.



Qui un  video  sulla vita dei Sami offerto da National Geographic.


Storia di una conversione forzata


tamburo sciamanico sami 

La religione tradizionale sami è lo sciamanesimo, tipico delle società animiste non alfabetizzate e imperniato intorno alla figura dello sciamano.

Tra le antiche divinità principali vi sono la Madre-Terra che governa le nascite e il Dio del tuono. I Sami credono all'esistenza di un'anima che, al momento del trapasso, si stacca dal corpo.

Uno dei temi presentati dal romanzo è quello degli attriti religiosi – oggi a basso voltaggio – tra i fautori delle antiche credenze animiste e i cristiani. Nei secoli passati si trattò di un vero e proprio conflitto teso all'assimilazione culturale dei Sami e alla cancellazione del loro modo di vita.

Le spedizioni missionarie per convertire i Sami al Cristianesimo cominciarono in particolare a partire dal XIII sec. e toccarono il loro apice nel XVI sec. come conseguenza della diffusione del Luteranesimo in Scandinavia. Mentre i coloni avanzavano – e con la scoperta di ricchi giacimenti minerari in Svezia – intere comunità sami vennero ridotte in schiavitù e obbligate dalle autorità ecclesiastiche ad abbandonare le pratiche religiose «pagane».
Nonostante i cambiamenti connessi ai nuovi modelli di insediamento, i Sami norvegesi mantennero le loro abitudini di vita semi-nomadi; questa resistenza, fra l'altro,  fa di loro un popolo e non una semplice minoranza etnica.

Nel 1716 nacque in Norvegia il Seminarium Lapponicum con i compiti di cristianizzare i Sami e di fornire loro un'istruzione scolastica, insegnando le Scritture in lingua sami. Questa iniziativa fallì per l'opposizione della maggioranza ecclesiastica, convinta che i Sami dovessero abbandonare i valori tradizionali, specialmente quelli legati ai riti pagani. Così iniziarono la ricerca, il sequestro e il rogo degli oggetti simbolici relativi alle antiche credenze (e talvolta anche dello sciamano che li possedeva), in particolare dei tamburi rituali, i runebomme, il cui uso da parte del noaide (sciamano) rappresentava il fulcro dei riti. Proprio con il tentativo violento di sequestrare un tamburo sacro inizia L'ultimo lappone, il romanzo di Olivier Truc.

La colonizzazione del territorio sapmi ricorda quella che investì il Nord America. Anche i Sami vennero considerati selvaggi da civilizzare a forza e da convertire. Le loro terre migliori, furono prese dai coloni, agricoltori o nuovi allevatori di renne. Anche i Sami, come gli Amerindi, furono piegati dalle malattie portate dai bianchi e dall'alcol: per ottenerlo si indebitarono con i mercanti scandinavi o russi, fino a perdere le greggi che garantivano la loro sopravvivenza. Popolo tradizionalmente mite, i Sami non si difesero attivamente come invece fecero gli indiani d'America.

La svolta giunse a metà del XIX sec. con la predicazione di Lars Levi Laestadius (1800-1861), un pastore luterano svedese di origine sami che fondò il læstadianesimo, il maggiore movimento religioso luterano revivalista dei paesi nordici. Laestadiadius conosceva il valore della trance sciamanica e anche per questo proibiva l'uso dell'alcol – che poteva indurla. Questo  precetto, per quanto diretto contro la religione animista dei  Sami garanti la salvezza a molti di loro: liberandosi dalla schiavitù dell'alcol essi si affrancarono da quella imposta dai mercanti.

Nel territorio Sami è attualmente particolarmente attivo il laestadianesimo conservatore, praticato dalla Chiesa luterana laestadiana (oltre che dai Firstborn Laestadianism attivi in nord America e dalla Apostolic Lutheran Church of America.

 

La dottrina di Laestadius


L'insegnamento centrale del Laestadianesimo conservatore è la remissione dei peccati: lo Spirito Santo entra in una persona permettendole di rinascere. Secondo la dottrina, Dio perdona tutti i peccati quando essi sono stati perdonati. La fede è considerata un dono di Dio, come opposto a qualcosa ottenibile con la ragione o altri mezzi. I fedeli credono che Dio abbia dato il dono della fede a ogni neonato del mondo. Il battesimo viene visto come patto tra Dio e ogni umano. Un umano caduto dalla grazia del battesimo può riavere il dono della fede attraverso il pentimento, che include la penitenza per i peccati commessi, la fede nella bibbia e nel vangelo come assoluzione dei peccati (come insegnò Lutero) e la comunione che rafforza la fede del credente. Il regno di Dio può essere scoperto sulla terra in accordo con gli insegnamenti di Gesù. Spesso i laestadiani conservatori hanno grandi famiglie perché considerano la contraccezione un peccato. Essi non possiedono la televisione in casa a causa dei programmi offensivi e peccaminosi. Non consumano alcol non sentono musica pop. Lo zelo missionario dei laestadiani e le conseguenti ingerenze nella vita privata dei fedeli e dei possibili convertiti è evidente in alcuni episodi del romanzo. Tutti i predicatori sono uomini.


Il processo di colonizzazione, l'imposizione di nuove abitudini, l'esproprio forzato dei terreni da pascolo, l'abbrutimento dovuto all'acol e, finalmente, l'acquisita consapevolezza dell'identità sami prima grazie al laestadianesimo, poi grazie alla sedizione contro le autorità svedesi e norvegesi è stata rappresentato nel film del 2008 «La rivolta di Kautokeino» del regista Nils Gaup che narra la ribellione, proprio a Kautokeino,dove si svolge il romanzo di Truc, di un gruppo di sami nel 1852, contro il mercante locale e il suo alleato pastore luterano. La ribellione fu sedata dalla forza pubblica con l'arresto di molti sami che moriranno in prigionia e la condanna alla decapitazione dei due capi della rivolta.

Nel discorso tenuto nel 1997 in occasione dell’apertura ufficiale del Sámediggi re Harald V di Svezia dichiarò:  «Lo Stato norvegese è stato fondato sul territorio di due popoli – quello sami e quello norvegese. La storia sami è strettamente intrecciata con quella norvegese. Oggi, vogliamo esprimere il nostro rammarico a nome dello Stato per le ingiustizie commesse contro il popolo sami attraverso la dura politica di norvegesizzazione»

Per ulteriori informazioni su lingua, cultura, religione e colonizzazione dei Sami cliccate

Qui1 
Qui2 

Qui invece troverete fotografie e ulteriori notizie di prima mano in un blog di grandi viaggiatori


Nelle prossime puntate:

L'Oltremondo. Trance sciamanica e altri viaggi
La parola a Olivier Truc: Traduzione dell'intervista di Sofy Peugnez, libraia, a Olivier Truc

3 commenti:

Adriana Bonardo ha detto...

Mi piace moltissimo questo libro, è chiarificante per molti problemi anche nostri, grazie a chi l'ha scritto e a chi l'ha recensito

Adriana Bonardo ha detto...

Mi piace moltissimo questo libro, è chiarificante per molti problemi anche nostri, grazie a chi l'ha scritto e a chi l'ha recensito

S_3ves ha detto...

sono contenta che il liro sia stato apprezzato. Grazie per la visita. Silvia