giovedì 11 marzo 2010

1 … di tutti i tipi

Questo primo incontro è un tributo a una mia classe, quella che in quest'ultimo triennio (e forse anche in assoluto) mi ha creato più grane e problemi; sicuramente quella che mi ha provocato le peggiori incavolature.
Chiamiamola la III X. 24 undicenni scombinati, non troppo ben assortiti fin dall'inizio, un piccolo gregge di alunni contemporaneamente «troppo» (furbetti, fagnani, assenteisti) e «troppo poco» (responsabili, organizzati, disponibili verso i compagni).
Immagino che cosa starete pensando: «Eccheppalle questi docenti! Sempre lì a lamentarsi. Al giorno d'oggi gli studenti sono tutti così, e poi questi sono ragazzini!».
Va bene, allora diciamo che, a suo tempo, gli alunni della I X erano più «così» e più «ragazzini» di altri. E meno gruppo, meno classe, ecco. Presi uno a uno non erano affatto male, ma insieme… Poi sono diventati II X, e le seconde, dicono molti colleghi, sono le classi peggiori: non più bambini e non ancora adolescenti. Io di solito con le seconde mi trovo bene, ma la II X lo scorso anno è riuscita a smentirmi.
Nei primi mesi di quest'anno non ho avuto particolari motivi di ricredermi, tranne che.… be' il lupo che conosci è migliore di quello che non hai mai incontrato.
Poi, non so bene che cosa sia accaduto. Azzarderei l'ipotesi che tra noi lupi abbiamo cominciato a capirci.
Ma a fare la differenza è stato Darwin. Non scherzo, giuro! Una bella mattina ho cominciato a parlare di evoluzione, di Galapagos, di critiche alla teoria da parte dei creazionisti (allora come oggi…) e della difesa appassionata che T. Huxley fece del darwinismo. Ci ho sputato l'anima, ma non me ne sono accorta, perché mi stavo divertendo. Nemmeno di divertirmi mi sono accorta, perché ero troppo intenta a raccontare. E loro troppo intenti a fare domande, le più incredibili ma mai assurde. Mi hanno spremuto come un limone, o sfogliato come un'enciclopedia, insieme siamo saltati dalla geologia alle nostre esperienze personali con cani e gatti, passando per i riferimenti più strampalati: a Manny, il mammuth dell'Era glaciale, a come la nonna (non la mia) cucina il pollo, alle migrazioni attraverso lo stretto di Bering, ai marsupiali. Abbiamo parlato di quanto siano stati pelosi i nostri antenati ominidi e di dove siano finiti i peli, adesso, mi hanno fatto richieste degne di linguisti scafati (e io, ahimè non lo sono!).
Scena da una delle ultime lezioni, sull'evoluzione umana:
– Ieri parlavamo dell'Homo abilis e della sua scoperta del fuoco. Perché il fuoco è importante?
– I cibi cotti sono più digeribili, prof!
– La cottura ammazza i batteri.
– Per difendersi dagli animali…
– per scaldarsi!
– Illuminare!
– E poi, ragazzi?
– Parlare. … No, cantavano… No, facevamo quella cosa, la prosodia.
– Il fuoco è sociale, prof ci si mette tutti attorno…
– Prof, ma gli uomini primitivi erano cannibali?
– No, gli ominidi si sarebbero estinti, altrimenti. Il cannibalismo umano di solito è rituale, è culturale, (…)
– Quindi è un onore se ti mangiano…
– Ma siamo buoni da mangiare, prof? Che sapore abbiamo, lei lo sa?
– Dicono che la carne umana abbia un sapore simile a quello del maiale, ragazzi. D'altra parte, anche il maiale, come noi è onniv…
– Sappiamo di maiale, eh! Be' non mi stupisce per niente, prof!
Ho terminato la lezione arrampicata sul muro a studiare il planisfero in compagnia di uno dei ragazzi più "difficili" da coinvolgere. Mentre gli altri facevano l'intervallo noi due stavamo esaminando come le popolazioni amerinde fossero arrivate dall'Asia.
Immagino che alle orecchie dei puristi le nostre discussioni suonerebbero un po' strane, ma vi posso assicurare che abbiamo toccato diverse volte temi filosofici e di storia della scienza.
Con la III X, ma dai! Proprio con loro. Temo che mi mancheranno…
Che altro posso dire? Ringraziare la sorte e soprattutto ringraziare Darwin.
E farmi una bella risata: aveva ragione quella volpona della Moratti a sostenere che l'evoluzione non è argomento da trattare nella scuola media… Le teorie del vecchio Darwin sono trasgressive e pericolose perché seducono le «giovani menti» insegnando a pensare.



1 commento:

Fran ha detto...

Porca miseria, Silvia, questa è una storia bellissima.
Complimenti, e complimenti ai ragazzi.