domenica 13 ottobre 2013

Libri che si parlano 2

Ho spiegato su LN-LibriNuovi i pregi narrativi e i temi che accomunano Alle montagne della follia a Strane creature. In questo secondo post voglio sottolineare l'originalità scientifica degli Antichi di Lovecraft. E ripetere che Alle montagne della follia è pura FS, non horror.
E proprio per motivi (fanta)scientifici, posso affermare che se le rimarchevoli creature di Chevalier sono interessanti perché – nella loro alterità – rientrano nella grande storia evolutiva terrestre, loro, gli Antichi, sono veramente altri. Insomma, nella «verità» narrativa, sono la (più) grande anomalia.

Grandi simmetrie

Avvertenza: userò alcuni «paroloni», il minor numero possibile e solo perché in alternativa dovrei fare un lungo e meno efficace giro di parole.
 


La simmetria è uno dei criteri di classificazione dei viventi, ma non tutti la presentano: le amebe (unicellulari eucarioti – ossia con cellule simili alle nostre – appartenenti al Regno dei Protisti), ad esempio, hanno una forma  non ben definita, che varia in relazione al tipo di attività condotta, quindi sono organismi asimmetrici per eccellenza. Gli organismi del Regno Animale (che sono pluricellulari eucarioti eterotrofi, cioè non fotosintetici) e alcuni Protisti presentano differenti tipi di simmetria:

simmetria sferica
: l'organismo potrebbe essere idealmente diviso in due emisferi, più o meno come una palla; questo tipo di simmetria è poco diffusa, se non in organismi molto semplici, come i radiolari, appartenenti al regno dei Protisti.

simmetria radiale o raggiata: l'animale potrebbe essere

diviso in spicchi idealmente uguali tra loro da piani longitudinali che passano per il suo centro. Le meduse, ad esempio, presentano simmetria radiale, non perfetta perché la presenza dei tentacoli complica un po' le cose. In realtà, più l'organismo è complesso (le meduse sono molto semplici) più contiene organi ben differenziati e meno la simmetria è veramente radiale: gli echinodermi (ricci di mare e stelle marine) presentano simmetria radiale solo esternamente, perché derivano da larve a simmetria bilaterale e in seguito, vivendo appoggiati al fondo marino, per poter interagire in ogni direzione con l'ambiente si trasformano in adulti raggiati. Semplificando al massimo, a seconda del numero di spicchi avremo simmetria radiale tetramerica, esamerica ecc. 
Occhio a questa simmetria, ne parleremo ancora.

simmetria bilaterale: il corpo può essere diviso in due parti speculari da un piano sagittale. Noi umani, ad esempio, presentiamo simmetria bilaterale: quattro arti, due per parte, due occhi, uno per parte, due polmoni, uno per parte, due emisferi cerebrali (e cerebellari) uno per parte, ecc. Gli elementi non presenti in coppia, come ad esempio il naso, sono disposti in modo da essere divisi a metà dal piano sagittale. 
Inutile dire che nulla è perfetto: un solo cuore, un solo fegato, una sola milza e non divisi a metà dal piano sagittale... La simmetria bilaterale è di gran lunga la più diffusa. 
Bene. E quindi?
E quindi il gentiluomo di Providence decise (e il povero Lake scoprì a proprie spese) che gli Antichi, benché organismi estremamente evoluti, possedessero simmetria raggiata pentamerica.
Uh. Ma perché? Per ragioni narrative, ovviamente. Gli alieni devono essere diversi, altrimenti che alieni sono? Se somigliassero a vostro cugino...
… Se somigliassero a vostro cugino, allora avreste in mano un altro tipo di romanzo di FS, ad esempio L'invasione degli ultracorpi (The body snatchers di Jack Finney, 1955). Avreste paura ugualmente. Provereste raccapriccio. Anche di più, secondo me, perché vostro cugino non sarebbe più il ragazzone allegro (o il quarantenne odioso) di sempre… 
Ma qui siete alle prese con Lovecraft e vi tocca giocare con le carte distribuite da lui: simmetria raggiata.
La grande domanda è questa: è credibile, possibile, probabile, che un organismo altamente evoluto presenti simmetria raggiata?
La scienza voterebbe per il NO.
Innanzitutto per ragioni di evidenza: sono radiati gli organismi più semplici, appena un po' più complessi dei poriferi, che furono i primi «metazoi» a comparire sul pianeta. I radiati sono tutti organismi legati all'ambiente acquatico nel quale la vita si è evoluta inizialmente. Possiedono soltanto due tessuti embrionali (esoderma ed endoderma) dai quali derivano tipi differenti di cellule, ma non ancora organi propriamente definiti composti da più tessuti, come invece hanno gli organismi bilateri; inoltre possiedono un sistema nervoso estremamente semplice e non centralizzato come invece quello dei bilateri.
Al contrario, negli organismi bilaterali, che si sono diffusi in infinite forme anche sulla terraferma, la spinta evolutiva favorì la differenziazione di una parte anteriore fornita di sistema nervoso centralizzato e di organi di senso sempre più complessi. Ma perché?
Pensiamoci un attimo: qual è la struttura più efficiente per colonizzare nuove nicchie ecologiche? Guardate la figura a fianco che mostra, in giallo, il sistema nervoso dei vari gruppi animali. una struttura con una «testa» fornita di sensori per esplorare l'ambiente e un processore più o meno complesso per ricevere input ed elaborare segnali di output.  Una struttura diversa da una palla, diciamo un tubo, possibilmente fornito di appendici locomotorie. A questo punto sarebbe meglio che le «zampe» fossero in numero pari e simmetriche rispetto all'asse antero-posteriore, altrimenti il movimento risulterebbe sghembo e poco efficiente. Il resto verrà di conseguenza: se la parte anteriore, durante il movimento esplorativo incontra per prima nuove porzioni di ambiente, è meglio che possieda una apertura per ingoiare e alcuni occhi per evitare di venire ingoiata. Poiché una sola apertura per ringoiare ed evacuare richiede alternanza delle due funzioni, meglio che l'ano sia al fondo del tubo, così la bocca può continuare a lavorare anche durante la digestione. (Non sto scherzando, per esempio nei poriferi esiste una sola apertura). E così via.
La questione non è quale dei due modelli sia «migliore». Migliore è un concetto relativo - in qualche modo già esplorato proprio da Buckland, l'antesignano della ecopaleontologia: è migliore ciò che è adeguato all'ambiente circostante. Un raggiato è adeguato al proprio ambiente, nel quale svolge determinate funzioni, e altrettanto si può dire di un bilatere. La bilateralità, non il singolo individuo, ha però maggior potenziale evolutivo.
Per farla breve, se sei un radiato sei un prodotto di nicchia. Se sei bilatere i tuoi lontani discendenti potranno essere molto diversi da te e adattarsi ad ambienti anche molto differenti da quello in cui tu vivi. È l'evoluzione, bellezza.
Concludendo, l'eventualità che siano comparsi organismi radiati molto complessi, in grado di produrre una civiltà sofisticata è piuttosto improbabile. Ma Lovecraft è riuscito a rendere gli Antichi credibili, inducendo – e questo non è semplice mestiere e nemmeno solo capacità visionaria - i lettori a sospendere il giudizio (ma questi Antichi potrebbero esistere? Forse no, ma chi se ne frega, sono disposto a crederci) e, ancor di più, a provare per loro un po' di (umana) solidarietà.
La bilateralità ha comunque trionfato, affermandosi nella maggior parte degli organismi animali.
Ma prima – all'alba della vita, diciamo – le cose avrebbero potuto andare diversamente? Favorire la radialità, o qualche altro tipo di modello, invece della simmetria bilaterale?


Proviamo a immaginarci uno scenario:

Ricostruzione di esemplari della fauna di Ediacara.
La vita, estremamente semplice comparsa nel periodo pre- Cambriano, era formata da unicellulari molto «primitivi» neppure dotati di un nucleo vero e proprio, che i biologi chiamano procarioti e che, nonostante la semplicità, hanno fatto una riuscita fantastica: i batteri. Gli organismi pluricellulari precam-briani, come la fauna di Ediacara, –località australiana del primo ritrovamento di fossili – comparvero in un periodo compreso tra 620 e 550 milioni di anni fa; appartenevano a pochi modelli, tre o quattro, vermiformi, medusoidi o simili ai coralli molli odierni. Erano strutturalmente molto semplici e dotati di un corpo privo di parti rigide. 

All'inizio del periodo Cambriano (circa 550 milioni di anni fa), nei mari poco profondi nei quali erano nate le forme di vita più semplici si verificò una improvvisa e imponente comparsa di nuove forme pluricellulari dotate di piani strutturali molto più complessi di prima.


Tra 540 e 520 milioni di anni fa, la Terra fu teatro di uno degli eventi più spettacolari in ambito evolutivo: la cosiddetta esplosione del Cambriano, nel corso della quale emersero circa 50 nuovi phyla (le famiglie di animali più generiche considerate in biologia e in paleontologia) di forme di vita evolute, contro gli appena quattro presenti in precedenza. Il tutto, in soli cinque milioni di anni. (da Le scienze)


Erano creature fornite di strutture di sostegno, difesa e offesa molto varie: conchiglie di carbonato di calcio (tipiche dei molluschi), esoscheletri chitinosi tipici degli artropodi che aumentarono le loro prestazioni e permisero nuovi stili di vita.
La incredibile ricchezza di queste forme, il loro significato evolutivo, la possibilità che le cose andassero diversamente da come sono andate, scrivendo una Storia della vita terrestre molto differente sono stati descritti da Stephen Jay Gould in un suo libro mirabile e memorabile, intitolato La vita meravigliosa.
Ne consiglio appassionatamente la lettura. La vita meravigliosa è un libro che apre la mente. Che aiuta a eliminare la patina di inevitabile (e anche utile) riduzionismo di chi usa un approccio scientifico, razionale al reale.

E poi, è semplicemente bello. È tutto ciò che oltrepassa in meglio il concetto di buon saggio che ho utilizzato più volte in questo lunghissimo post e in quello parallelo su librinuovi.net.

ricostruzione dell'ambiente della fauna di Byrgess
La vita meravigliosa racconta, rispettando la Storia della scienza, una delle scoperte più rivoluzionarie e impreve-dibili della storia della paleontologia: quella del giacimento fossilifero di Burgess, sulle Montagne Rocciose canadesi, un prodotto dell'esplosione vitale del Cambriano.
Reinterpretando correttamente i fossili precedentemente attribuiti a phyla (grandi raggruppamenti come i Cordati, gli Artropodi ecc.) già ben conosciuti, i moderni paleontologi hanno scoperto quello che in quarta di copertina viene definito felicemente


… un bestiario così diverso dalla fauna attuale della terra e così ricco di tipi (di “esperimenti anatomici”) estranei agli organismi a noi noti...


Non posso nemmeno tentare di darvi un assaggio della ricchezza della fauna di Burgess, degli interrogativi che ha sollevato e della grazia appassionata di Gould nel descriverla, ma posso usare le sue parole per incuriosirvi:


Se potessimo riavvolgere il film della vita riportandolo sino al tempo lontano degli organismi di Burgess, la probabilità che al replay venisse fuori qualcosa di simile all'intelligenza umana è trascurabilmente piccola.



opabinia

Io sono sicuro, per esempio che nessun paleontologo, se gli fosse stato concesso lo specialissimo privilegio di passare in rassegna […] le venticinque possibilità di piani anatomici degli artropodi di Burgess [… ]


Già, venticinque. E di tutte le ricchissime e innumerevoli forme che avrebbero potuto scaturire da tanta varietà restano due affollatissimi phyla che condividono


il piano corporeo più comune fra gli invertebrati: la flessibile, allungata simmetria bilaterale …


la medesima simmetria da cui siamo scaturiti noi e che condividiamo con tutti i nostri fratelli vertebrati.


Perché allora non dare qualche possibilità anche a questi Antichi raggiati immaginati da Lovecraft? Certo, la scienza e la Storia del Pianeta (e anche il buon senso, in realtà) sono contro di loro, ma perché non accettarne almeno la realtà narrativa? Lovecraft fa di meglio che descrivere delle antichissime creature di origine aliena (e di disegnarle) intreccia la fantascienza con l'orrore delle altre sue storie, offre alle divinità che ha seminato nei nostri incubi un passato possibile, li colloca nelal storia, quella degli Antichi visitatori del pre-Cambriano, e quindi anche della nostra di umani. Quando penserò a Chthulu, d'ora in poi non immaginerò uno statico, seppure orripilante «Babau», ma un vero «Figlio delle Stelle» di passaggio sul nostro piccolo pianeta.

Ho cercato invano un'immagine di «Antico» degna del racconto di Lovecraft. Ne ho viste centinaia, ma i soggetti sono tutti globosi, tentacolosi, membranosi e bavosi, niente a che vedere con la raggelante descrizione di H.P. Vi faccio omaggio di questo «antichino» che tutt'altro che terrificante.
Nel sito viene spiegato come fare il piccolo Cthulhu a crochet. Io non mi cimenterò perché la  descrizione dei punti mi ha dato il mal di testa, ma se qualcuno me ne regala uno lo proteggerò amorevolmente dalle unghie della gattina Isidora e dai denti di buoncane Mirra.

 Altri «Alieni»



Ancora un riferimento e un debito nei confronti di Librinuovi.net. Lo pago più che volentieri ricordando uno dei racconti che, da biologa, ho più amato fra quelli pubblicati nei vari volumi di Alia. È stato pubblicato nel 2009 su Alia Anglostorie,  uno degli Alia più gloriosi, ricco di testi notevolissimi, tra i quali un bel racconto di Ted Chiang (uno dei pochi autori che mi fa rimpiangere di non portare un cappello: me lo toglierei in segno di omaggio ogni volta che pronuncio il suo nome) e lo struggente Miss Carstairs e il Tritone. Entrambi sono stati curati e tradotti dal nostro anglotraduttore Davide Mana che ringrazio ancora una volta.


Castairs è uno studioso ottocentesco di scienze naturali. È benestante,  altrimenti non potrebbe permettersi di studiare per due ottimi motivi: dovrebbe faticare per guadagnare pochi soldi e soprattutto dovrebbe fare figli,  e certo non avrebbe tempo per il suo strano hobby scientifico. Già, perché Carstairs è una donna.

La Miss studia le abitudini dei viventi, e talvolta sottopone le proprie osservazioni alla rivista scientifica «The American Naturalist» che apprezza molto la chiarezza di Mister Carstairs… Una sera di tempesta una strana, strabiliante creatura viene a spiaggiarsi proprio davanti al suo confortevole cottage.
Carstairs, che possiede il fiuto dello scienziato, raccoglie la creatura e la porta nel proprio laboratorio. Poi osserva.  La creatura fa lo stesso: osserva Carstairs, per cercare di fuggire  la vita e tornare da dove è venuta. Il lungo incontro, descritto in un report redatto nel miglior stile scientifico, cambierà la vita di entrambi, dimostrando che soltanto se possiedono un emisfero destro ben funzionante (ma alcuni direbbero se hanno cuore, oltre che cervello) gli scienziati faranno grandi scoperte.
Inutile dire che, anche in questo racconto, l'establisment scientifico maschile perderà una splendida occasione.

Grazie a Miss Carstairs potrei concludere degnamente questo doppio, lunghissimo post. Ma…

Voglio regalarvi qualche ultima chicca.
Diciamo al verità, Alle montagne della follia è un soggetto estremamente appetibile sia per una graphic novel, sia per un film, di animazione o meno. Infatti…


Cinema, radio, musica et al. 

Alla H.P.Lovecraft Historical Society si deve un radiodramma in stile «anni Trenta» ispirato alla storia, con cast, musiche originali ed effetti sonori, tuttora disponibile con foto della spedizione, articoli di giornale ecc.

Atlanta Radio Theater Company ha realizzato un adattamento radiofonico di At the Mountains of Madness. Nel 2010 A. Hacke, D, de Picciotto e The Tiger Lillies hanno tratto dalla novella un musical, Mountains of Madness.

Nel 2009, Atlas Games pubblicò The Antarctic Express di Kenneth Hite e Christina Rodriguez, parodia di Polar Express che racconta la storia del giovane Danforth che, in compagnia del Professor Dyer, vola in Antartide, fino alla Città delle Elder Things e fugge quando viene perseguitato dagli shoggoths.

At the Mountains of Madness è una graphic novel di I. N. J. Culbard, pubblicata nel 2010.



Qui potete trovare un breve (33 minuti) ma apprezzabile film d'animazione ispirato al racconto.

Non basta. Ma di qui  in poi siamo nel regno del possibile (o impossibile) e parliamo di un futuro che avrebbe dovuto già diventare presente, ovvero del film fortemente voluto (ma ancora non realizzato) da Guillermo del Toro, uno dei miei registi preferiti.
Scena famosissima di La cosa da un altro mondo
La storia del costoso progetto del regista comincia nel 2006 ed è molto travagliata. Tradurre in film il racconto presenta alcuni problemi: se la prima parte della storia  è folgorante e offre grandi possibilità di traduzione in immagini (per esempio, in qualcosa di simile all'inizo de La cosa da un altro mondo girato da  Christian Nyby nel 1951) la seconda, quella relativa alla anatomia degli Antichi e alla loro storia durata milioni di anni, è davvero tosta.

Le Major sono scettiche sin dall'inizio, valutando il costo dell'impresa in almeno 150 milioni di dollari. Del Toro spiega così la diffidenza della Universal:


Lo studio è molto nervoso per il costo e perché non c'è una love story né un happy ending, ma è impossibile avere sia l'uno sia l'altro, nell'universo di Lovecraft



I nomi di James Cameron e di Tom Cruise, tuttavia, sono sufficienti per convincere la Universal a sganciare a Del Toro abbastanza soldi per cominciare i lavori. In seguito, nel 2011, le richieste di cambiamenti della Universal vengono rifiutate dal regista, che dichiara:


Io non voglio fare un film intitolato At the Mountains of Madness. Io voglio fare questo film E se non posso fare questo film farò qualcos'altro.



Successivamente Del Toro  tenta di portare il progetto alla 20th Century Fox, che però – avendo già investito circa 130 milioni di dollari in Prometheus, altro colossal di FS/horror – non è al momento entusiasta di riaprire i cordoni della borsa.
Per ora, quindi, non ci sono schiarite all'orizzonte e non potremo vedere il grandioso progetto di Guillermo del Toro, ma qui potrete almeno dare un'occhiata al libro di schizzi del regista e ad alcune tavole preparatorie.
Oppure, potreste provare a  immaginare il possibile risultato del progetto del regista,  proprio come ha fatto questa blogger.

Inoltre:
informazioni sulla struttura degli organismi animali qui

La fauna di Ediacara è anche su facebook
E, per appassionati di simmetrie in ogni ambito:
l'ampio saggio Simmetrie e asimmetrie nel mondo fisico di Salvatore Califano

Rodolfo Clerico e Piero Fabbri
Francesca Ortenzio (a cura di)

Rudi Simmetrie

CS_libri,  € 17,00
vincitore del Premio Peano 2007

Autori e curatrice sono 
I Rudi Matematici
che curano l'omonima rubrica
su Le Scienze

La versione originale del racconto di Lovecraft è disponibile qui.

A presto (che, con i «miei» tempi, potrebbe significare al prossimo mese…)








4 commenti:

Paolo ha detto...

Quando ho letto per la prima volta "Alle Montagne della Follia" non ho avuto alcun dubbio che si trattasse di pura fantascienza, e di ottima qualità. Diverse delle cose migliori di HPL sono SF - "Il Colore venuto dallo Spazio" e "In the walls of Eryx" fra le altre. E "L'Orrore di Dunwich" è un horror-fantasy solo perché l'autore non approfondisce certi dettagli fisici o non ne dà una spiegazione (fanta)scientificamente accettabile? Si pensi anche a "L'abitatore del buio".

Nel "Colore" mi colpisce non il gotico o l'orrorifico, ma la modernità del racconto: ci sono gli scienziati accademici che osservano l'inspiegabile e scuotono pensosamente le teste, ci sono i giornalisti dell'Associated Press - oggi ci sarebbe la CNN.

E' curioso che Lovecraft sia stato finora quasi ignorato dal grande cinema, in un'epoca in cui sullo schermo si può visualizzare qualsiasi cosa e storie abbastanza deboli sono diventate film di culto.

S_3ves ha detto...

Hai perfettamente ragione, Paolo.
Gli esempi che indichi sono SF, il Colore venuto dallo spazio soprattutto, che, proprio come scrivi tu, mette in scena il mondo accademico e i media che accorrono sul posto per fare audience. Non so perché le major siano disposte a spendere una barca di soldi per produrre una storia scombinata come Prometheus, per dire, e non per una storia di Lovecraft, che - secondo me - spesso hanno già di loro una struttura da film. Una delle poche trasposizioni cinematografiche ben riuscite di Lovecraft è, in realtà, un pastiche di più racconti, girato negli anni '20....

Paolo ha detto...

Sospetto che nel campo della SF le buone idee di registi e soggettisti finiscano regolarmente contro il muro di gomma dei produttori che le bocciano scegliendo soggetti più commerciali. Pensa alla lunghissima gestazione di "Dune" o all'imbarazzante "Flash Gordon"... Per non parlare dell'incredibile "Battaglia per la Terra" o del futile remake di "Ultimatum alla Terra" di cui nessuno, ma proprio nessuno, sentiva la mancanza. Poi si parla da decenni di un film basato su "Incontro con Rama"...

cooksappe ha detto...

w la bilateralità !