lunedì 12 settembre 2016

Gli oceani? Non stanno niente bene!


Possiamo dividere le acque degli oceani e dei mari in due livelli: quello superficiale (fino a 400 m di profondità), che comprende circa il 10% delle acque, e quello profondo, che comprende il restante 90%. È la gravità a provocarne la stratificazione, facendo sprofondare le acque più dense e salire quelle meno dense; la differenza di densità è dovuta alla temperatura e alla salinità. Le zone di maggiore sprofondamento sono quelle dell'Atlantico settentrionale (qui la Corrente del Golfo si raffredda e scende negli abissi oceanici) e le zone attorno all'Antartide, dove le acque superficiali gelano e quelle dense, fredde e salate, scendono in profondità.
In pratica, il pianeta è interessato da un continuo movimento di acque detto circolazione termoialina (il termine deriva dal greco: calore + sale), che lo percorre per intero trasportando, proprio come un nastro trasportatore planetario, sostanze nutritizie, anidride carbonica, energia. Le acque si muovono molto lentamente, più o meno a 1 cm/sec: una molecola d'acqua impiega circa mille anni per compiere un giro completo. 

Acque fredde, ad alta salinità -----    Acque calde e poco salate ----

Il rimescolamento dei due strati d'acqua è fondamentale perché le molecole organiche e i sali minerali tendono a precipitare dall'alto fino al piano abissale e le acque superficiali così perdono le sostanze in grado di sostenere la catena alimentare.
Purtroppo, il nostro "nastro trasportatore" rischia di guastarsi.

Secondo il quinto rapporto dell'IPCC (Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico), questi sono i cambiamenti avvenuti dalla Rivoluzione Industriale a oggi:


A: I mari hanno assorbito il 93% di tutta l'energia prodotta dall'effetto serra legato all'uso dei combustibili fossili nell'ultimo secolo e il 30% dell'anidride carbonica di origine antropica.


https://saidisale.com/2015/11/29/allarme-gas-serra-che-futuro-ce-per-i-nostri-figli/



B: La temperatura superficiale delle acque è in aumento fin dall'inizio del XX secolo:



Oceano Indiano Oceano Atlantico Oceano Pacifico
aumento della temperatura superficiale fino a 700 m. di profondità
+ 0,65°C

+ 0,41°C

+ 0,31°C


Conseguenze dell'aumento della temperatura superficiale: 

1.
maggio 2016: ondata di  violente tempeste tropicali in Bangladesh
  
tropici
poli
tempeste tropicali più violente e con maggior potere distruttivo vicino alle coste densamente abitate 
QUINDI:
aumento tasso di scioglimento dei ghiacci
maggiori precipitazioni


QUINDI:
abbassamento salinità QUINDI:
strato stabile superficiale di acqua + calda e – salata, povera di nutrimento rispetto allo strato di acqua + fredda e + salata sottostante
QUINDI:
mancato rimescolamento dei due strati



2.
inquinamento industriale
dilavamento dei terreni agricoli
aumento temperatura delle acque
eccesso di fertilizzanti e sostanze nutrienti in fiumi e mari QUINDI:
aumento abnorme di fitoplancton e alghe
QUINDI:
maggior assorbimento di anidride carbonica
maggior consumo di ossigeno discolto
stratificazione e mancato rimescolamento
delle acque
Effetto 
POSITIVO
MA:

QUINDI:
Scarso ossigeno disponibile nello strato più superficiale per grandi pesci e mammiferi acquatici.


Invasione di alghe nel mare Adriatico presso Cervia
 
Secondo il rapporto dell'IPCC   per tornare alle condizioni di 150 anni fa ci vorranno secoli, forse millenni.

Qui per saperne di più sulla circolazione oceanica profonda 

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