domenica 18 settembre 2016

Un guaio rapidissimo

Terza puntata
Nella lunga storia del pianeta Terra il clima è cambiato molte volte e questi cambiamenti hanno influenzato la circolazione termoialina che, ad esempio, circa 12 milioni di anni fa – nel corso dell'ultima grande glaciazione – ha funzionato a forza ridotta e forse si è completamente bloccata.

Prima ancora,  55 milioni di anni fa, il percorso del "nastro trasportatore" si invertì addirittura e la corrente calda superficiale scorreva da nord a sud. Questo cambiamento apportò acqua più calda nelle profondità degli oceani, favorendo un ulteriore incremento termico. Secondo gli oceanografi, una delle cause scatenanti fu un aumento della temperatura delle  acque marine superficiali; in quel periodo, infatti, si verificò un cosiddetto massimo termico e la temperatura media degli oceani salì di circa 7,5° C rispetto alla media odierna. 

Picco termico  55 milioni di anni fa (oceano artico)
L'intero processo avrebbe potuto svolgersi così:
aumento dell'evaporazione nelle zone tropicali ---->  aumento della formazione di nuvole ----> spostamento delle nuvole verso i poli ----> precipitazioni sugli oceani ----> diminuzione della salinità polare ----> ridotto sprofondamento di acque dense ai poli.

Voilà: nastro trasportatore bloccato.

N.B. Secondo gli studiosi, questo sconvolgimento si verificò  nel giro di pochi millenni, poi la nuova situazione  durò a lungo, almeno 100.000 anni. 

E veniamo ai tempi nostri: negli ultimi 150 anni la specie umana sta immettendo quantità enormi di gas serra nell'atmosfera, aumentando in maniera rapidissima la temperatura delle acque superficiali. 150 anni non sono niente a confronto del tempo profondo della geologia, ma bastano, forse, a combinare un bel, velocissimo disastro. Cambiando radicalmente l'idrosfera del pianeta.
Per comprendere l'entità del  "nostro" guaio occorre tenere a mente che la vita sul pianeta è sempre riuscita a ritrovare un equilibrio, anche in condizioni difficili come quelle delle estinzioni di massa, che furono anche momenti altamente significativi per l'esplosione di nuove forme di vita. 
La più grave estinzione di massa della storia di Terra fu l'estinzione P-Tr, che avvenne circa 250 milioni di anni fa e segnò il limite tra il periodo Permiano e il Triassico. 

Dinogorgon, rettile-mammifero del Permiano (260- 240 milioni di anni fa)


Allora oltre il 90% delle specie marine e il 70% dei vertebrati terrestri scomparvero, cambiando la direzione dell'evoluzione della vita. Andò perduta un'enorme parte della biodiversità ma in soli 10 milioni di anni Terra raggiunse, grazie alla comparsa di nuove specie, valori di biodiversità comparabili con quelli precedenti. Inutile dire che questa notizia, ottima  dal punto di vista biologico, sarebbe stata una magrissima consolazione per tutte le specie scomparse. Facciamoci quindi una domanda: su quale fronte si sarebbe trovata la specie umana, con tutte le necessità indotte dalla propria sofisticata civiltà tecnologica, fra i sopravvissuti o fra i cari estinti? 
Ecco, questo è il vero guaio.
A proposito: quale fu la maggior causa scatenante dell'estinzione P-Tr?   
Le ricerche più recenti indicano numerose concause: riscaldamento globale, piogge acide, acidificazione e anossia degli oceani. Potrebbe essersi anche fortemente indebolita la circolazione termoialina. Vi ricorda qualcosa?

Tenete a mente la questione dell'acidificazione. Ne riparleremo la prossima volta. 

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